Trarre profitto da tutto
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Trarre profitto da tutto

Gen 02, 2019 No Comment

Mi sono imbattuto recentemente in questo passaggio di ‘frammenti’ in cui P.D. Ouspensky riporta un articolo comparso in un giornale russo in cui un certo Mr A-off parla di uno ‘strano’ uomo persiano incontrato in un treno. Ouspensky è certo che lo strano uomo sia G.I. Gurdjieff.

Gurdjieff parla. “Certo, oggi in Russia vi sono parecchi affari da cui un uomo intelligente potrebbe ricavare un mucchio di soldi. Dopo tutto, con la guerra, tutti vogliono diventare milionari”.

Nel suo tono, che era tranquillo e freddo, mi sembrò di sorprendere una sorta di vanteria fatalista e barbara che si avvicinava al cinismo, e gli domandai bruscamente: “E voi? Non desiderate anche voi diventare milionario?”.

Egli sorrise in modo particolarmente calmo, e rispose con gravità: “Noi traiamo profitto da tutto. Niente potrebbe impedirlo. Guerra o non guerra per noi è la stessa cosa. Noi guadagniamo sempre”.

“Ma in che trafficate?”

“In energia solare”.

Mi sono chiesto che cosa significasse per me ‘trafficare’ in energia solare. L’ovvia risposta, sarebbe pensare all’energia molecolare generata dai centri superiori quando attivati da uno stato di profonda ‘presenza’. Sarebbe una bella risposta in personalità ma sento non centrerebbe il punto. Ho pensato allora di darmi del tempo. Invece di pensare alla risposta ho aspettato che in qualche modo essa venisse a me.

Tanti anni fa abitavo all’estrema periferia di Roma, in un quartiere in cui tutti inevitabilmente conoscevano tutti. Questo luogo era abitato da personaggi incredibili che sembravano aver preso vita da un film di Pasolini, Carlo Verdone o Fellini. Queste persone senza saperlo hanno contribuito in qualche modo a plasmare la mia personale visione del mondo.

Era un caldo pomeriggio d’estate ed ero alla ricerca del mio caro amico G. che probabilmente si era nascosto dentro qualche cascina disabitata a suonare la chitarra. Era talmente caldo che l’asfalto ‘fregolava’ sotto i pungenti raggi del sole. Ero assorto nei miei pensieri quando il ‘cinese’, soprannominato così per via degli occhi leggermente allungati, mi chiamò: “Scusa… per caso hai una sigaretta da offrirmi?”. La sua voce, in contrasto con il silenzio tombale dell’ambiente circostante mi fece trasalire. “Ma io non fumo!” risposi quasi in tono di scusa. Il cinese mi guardò per un lungo istante come se la mia risposta non lo avesse toccato minimamente e con un lieve sorriso sulle labbra mi disse: “…e fuma no?”.

Trarre profitto da tutto significa per me lasciarsi ispirare e trasportare da una onnipresente ma ineffabile onda-forza che si manifesta a noi costantemente ma che, dato lo stato di profonda ipnosi in cui viviamo, raramente raggiunge la nostra coscienza. Mi pare che il punto cruciale a questo riguardo lo giochi l’attenzione. Essa, in modo arbitrario, seleziona e porta nel campo di percezione della coscienza tutto ciò che sembrerebbe essere utile alla nostra sopravvivenza e scarta tutto il resto. La nostra attenzione è costantemente puntata sul ‘mondo’ sulle cose che hanno ‘senso’ e che possiamo in qualche modo interpretare ed utilizzare. Tutto il resto, lo sconosciuto che è infinito, ci rimane ignoto per il ‘semplice’ fatto che non gli diamo né importanza né attenzione. Il commento del ‘cinese’ fu così inaspettato che provocò in me un vero e proprio corto circuito interiore.

La sua frase divenne la quinta essenza di ‘rendere le cose semplici’. Per me ‘semplice’ vuol dire imparare a ridurre la complessità ai minimi termini. La semplicità, quindi, è più il risultato di un processo piuttosto che di una attitudine a priori. Questa ‘riduzione’ rende le questioni comprensibili al proprio livello. Man mano che il materiale è stato ‘compreso’ – cioè digerito – allora ci si può muovere ad un livello più denso di semplicità.

Avete avuto di recente folgoranti illuminazioni? Qualcuno vi ha detto o sussurrato qualcosa che ha acceso la vostra giornata o il vostro cuore? Cos’è che accade in quei frangenti? Cosa ci previene dall’essere in uno stato di permanente apertura verso il miracoloso e lo sconosciuto?

“Bisogna comprendere che il sonno nel quale vive l’uomo non è un sonno normale, ma ipnotico. L’uomo è ipnotizzato e questo stato ipnotico è continuamente mantenuto e rinforzato in lui. Si potrebbe pensare che esistano delle ‘forze’ per le quali sia utile e vantaggioso mantenere l’uomo in uno stato ipnotico, impedendogli di vedere la verità e di comprendere la sua situazione”.


G.I. Gurdjieff, Frammenti di un insegnamento sconosciuto

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