Recensione Film

La ballata di Buster Scruggs

Ott 03, 2019 No Comment
La ballata di Buster Scruggs – 2018

La ballata di Buster Scruggs è stato presentato in anteprima in concorso alla 75ª Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia il 31 agosto 2018 vincendo il Premio Oscar come migliore sceneggiatura non originale. Il film è stato scritto e diretto dai fratelli Joel ed Ethan Coen, con protagonisti Tim Blake Nelson, Liam Neeson, James Franco, Zoe Kazan, Tyne Daly e Tom Waits.

Il film illustra sei storie appartenenti al libro La ballata di Buster Scruggs e altre storie della frontiera americana. Questo è il titolo dei sei capitoli del film: The Ballad of Buster Scruggs, Near Algodones, Meal Ticket, All Gold Canyon, The Gal Who Got Rattled, The Mortal Remains.

Ognuno di questi episodi è magistralmente diretto e fotografato in stile ‘Coen’. Le diverse atmosfere e contenuti di ogni storia aiutano a rimanere concentrati e ad estrarre il massimo da ognuna di esse. Lo ritengo un film di natura esoterica perché in ogni capitolo c’è una o più lezioni molto profonde sulla vita e sulla natura umana che si possono imparare o acquisire. Un film prezioso da assaporare con calma e da rivedere almeno due volte.

Il primo capitolo, intitolato The Ballad of Buster Scruggs, c’insegna che la vanità è una cattiva consigliera, esattamente come lo sono la fretta e la paura nel quinto capitolo The Gal Who Got Rattled.

Il secondo capitolo, Near Algodones, c’insegna che non è possibile sfuggire al nostro destino in quanto ognuno di noi deve pagare – o ricevere – come conseguenza delle proprie azioni. Questa lezione viene imparata a caro prezzo a discapito dell’ingenuità di chi crede che – poiché si è sfuggiti una volta e per fortuna alla legge ‘causa-effetto’ – si potrà sfuggire all’infinito. Near Algodones mi ha ricordato un bel film del 1999 interpretato dai giovani Matt Damon e Jude Law intitolato Il talento di Mr Ripley, che ruota intorno al soggetto ‘dell’eterno ritorno’.

In Meal Ticket, siamo di fronte alla solita domanda: meglio un uovo oggi o una gallina domani? L’impresario dello spettacolo sceglie la gallina, rinunciando senza pietà alla sua anima colta e gentile che però – mutilata – non gli porta guadagno.

All Gold Canyon è uno straordinario insegnamento sulla tenacia e forza interiore: volere è potere. Nessuno può guadagnare nulla senza sforzo: c’è sempre un pagamento e un guadagno per le nostre azioni. Da questo punto di vista All Gold Canyon è il rovescio della medaglia dell’episodio intitolato Near Algodones.

L’ultimo capitolo del film s’intitola The Mortal Remains. In questo capitolo sia la fotografia che la sceneggiatura sono sublimi. È la metafora del viaggio delle anime dannate accompagnate da Caronte nell’ultimo tratto di strada prima di entrare all’inferno.

Buona visione,
Fabrizio Agozzino

Per saperne di più sul film clicca qui.

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