Fondatore

Fabrizio Agozzino (Brione, BS)

A coloro che affermano che esista solo il tempo presente da cui attingere e a cui ritornare, dico che non sono pienamente d’accordo. Il Lavoro inizia nel qui e ora, ma è il passato che regola e comanda il nostro tempo presente e il probabile futuro. Fallire nel comprendere questo, significa essere costretti a girare intorno alla ruota del tempo.

Ho il dovere e il desiderio di mettermi a disposizione di tutti coloro che vogliono abbracciare questo percorso: guerrieri spirituali forti, intraprendenti, ironici e che desiderano la libertà sopra ogni altra cosa. La libertà non è ingenuità o mancanza di regole e responsabilità. Il guerriero spirituale è libero quando ha compreso il proprio destino e lo abbraccia spontaneamente senza paura ed esitazione. Poiché nessuno abbraccia liberamente il proprio destino, è possibile incontrarsi lungo la via solamente quando si decide, quanto meno, di andargli incontro.

Questo lavoro non può essere portato avanti per nutrire le aspettative dell’ego: una delle conquiste più alte sarebbe vivere le esperienze che la vita ci offre minimizzando il senso di attaccamento, d’identificazione. Questa forma di libertà non è semplice da sostenere: richiede costanza, un corpo fisico forte, un cuore ancorato e una mente preparata. Allo stato attuale non abbiamo a disposizione molte forme di libertà ma la possibilità di scegliere a cosa obbedire e cosa servire.

Non è un percorso adatto a lunatici, egoisti e fanatici. È la Via del cuore, della coscienza, della saggezza, della passione. In questo percorso portiamo dentro di noi tutti coloro che amiamo e che abbiamo amato affinché ci diano la forza di procedere con reverenza, rispetto e senza timore. L’amore passato nutre le sfide del presente e ci spinge verso lo sconosciuto.

Non mi aspetto perfezione da parte vostra in quanto la perfezione non esiste e non dovrebbe essere coltivata. Non possiamo eliminare la paura, l’invidia, la vanità, l’ostinazione. Riuscire in questo significherebbe aver creato delle macchine virtuose con poche possibilità evolutive. Il lavoro non è eliminare, ma trascendere. La vanità dell’ego può essere trasformata e diventare un potente alleato che ci permette di amare e apprezzare il bello, il creato con le sue creature. La paura può portare cautela e l’ostinazione saggia pazienza. Le caratteristiche che sono negative quando nutrono l’ego, possono diventare delle armi affilate a disposizione del ricercatore consapevole, che le utilizza per scopi evolutivi. In me non troverete una guida perfetta, non troverete il compiuto e un percorso rigido fatto di regole ferree. Il mio patto con voi è semplice: sarò onesto e sincero. A voi chiedo di essere leali e un minimo di fiducia.

Possiamo imparare a conoscere il corpo fisico, non tanto per il benessere, ma affinché esso possa servire appieno i centri superiori e il corpo energetico. Facendo coesistere corpo fisico e l’attività dei centri superiori nei momenti semplici della vita quotidiana, impariamo anche a servire e nutrire il corpo fisico consapevolmente e a conoscere le sue funzioni oggettive. Lo spirito non è contro la materia, certamente non nel mio mondo interiore. Lo spirito e la materia si dovrebbero sostenere e nutrire vicendevolmente. Un mondo non dovrebbe prevaricare l’altro. Ad oggi il mondo della materia, dei sensi, del corpo fisico, ci sovrasta. Per bilanciare questa condizione abbiamo bisogno di sostegno e volontà dei mondi superiori, ma la connessione va coltivata.

Facciamo penetrare nella terra del Sé nuovi semi, semi consapevoli che possano condurci verso lidi inesplorati e con essi nuove sfide. Di fatto, s’inizia il cammino non tanto perché davvero lo si desidera – in quanto non v’è certezza di cosa troveremo lungo la via – ma per sfinimento e nausea di quello che già conosciamo – oltre al presentimento profondo che questo monotono conosciuto celi realtà sconfinate che sono alla nostra portata.

Il tempo a disposizione è contato. Nel momento in cui il ricercatore entra davvero in contatto con lo spirito e la Via, il ‘timer’ è attivato e non vi è più modo di tornare indietro. Ho la percezione che paghiamo il tempo con la nostra energia vitale. Se tanto mi dà tanto dovremmo essere molto saggi su come investiamo il nostro tempo e utilizziamo la nostra energia.

Fabrizio Agozzino

 

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