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Cosa sto cercando? Di cosa penso di aver bisogno? Di chi?

Ago 22, 2019 No Comment

Il 22 di agosto ho scritto un post nella nostra pagina di Facebook con il sincero desiderio/tentativo di definire quali sono, secondo me, i quattro (4) requisiti essenziali che una persona dovrebbe avere/possedere per entrare a far parte della Koinè. Mi è sembrato doveroso portare in superficie questo aspetto, perché dopo tanti anni di lavoro e di esperienze su più livelli, ho davvero compreso che trovare le ‘giuste’ persone è metà dell’opera. Se ho bisogno nel mio ristorante di un bravo assistente in cucina, sveglio, veloce, pulito e assumo una persona noncurante, menefreghista, sporca, ritardataria… che tipo di esperienza e collaborazione lavorativa mi posso aspettare?

Ho definito chiaramente il mio scopo e ‘chi/cosa’ stiamo cercando o che elementi minimi di compatibilità dovrebbero esserci.
Le domande che uno ora potrebbe o dovrebbe porsi sono: cosa sto cercando? Di cosa penso di aver bisogno? Di chi?
Non è tanto importante cosa noi vogliamo/desideriamo, ma di cosa abbiamo realmente bisogno da un punto di vista evolutivo.

Punto uno.
La Koinè lavora con le idee della Quarta Via, ma non solo. Ho fatto attivamente parte di una ‘scuola’ per sedici anni. Ho acquisito tanta esperienza negli anni al punto da essermi naturalmente sentito pronto, ad un certo punto del percorso, di prendere alcune persone per mano e guidarle lungo questa complessa e magnifica Via. Quando dico che non lavoriamo solamente con le idee della Quarta Via (i famosi dintorni) intendo dire che ci sono delle idee/tecniche nella Quarta Via che non sono state esplorate/investigate e che invece ritengo di fondamentale importanza per una completezza evolutiva. In particolare parlo dell’arte del SOGNARE e della RICAPITOLAZIONE.

Punto due.
Questo è forse uno dei più grandi insegnamenti della storia: coloro venuti prima di noi si sono ‘sacrificati’ per esplorare, provare, tentare, testare, cadere e avere successo. Se noi dimentichiamo e non assorbiamo le loro ‘lezioni’, siamo costretti a ripetere i loro errori.

La Quarta Via è conosciuta e associata spesso a Gurdjieff. La verità è che senza Ouspensky e il Dr. Roles la Quarta Via sarebbe stata (ri)dimenticata già da tanto tempo. Pochi sanno tuttavia che P. Ouspensky negli ultimi anni della sua vita ‘abbandonò il Sistema’. Dopo tanta ricerca ed eccezionali coincidenze sono riuscito ad entrare in possesso di un libro molto raro intitolato Le ultime memorie di un mago‘ scritto da Rodney Smith Collin in cui parla e descrive questa fase di ‘abbandono’ e tentativo di dare vita a qualcosa di nuovo da parte di P.D. Ouspensky.

Essendo io stato attivo e parte integrante di una scuola di Quarta Via per lungo tempo, avendo analizzato, vissuto ed esplorato profondamente e personalmente le idee principali del Sistema ed avendo compreso i motivi che spinsero Ouspensky ad abbandonare lo stesso, ho sentito forte l’impulso conscio di mettere in atto tutta una serie di piccole modifiche all’interno del Sistema con il fine di non ricadere negli stessi errori commessi dai miei predecessori, senza perdere però ciò che di utile nel frattempo e con tanta fatica si è costruito e guadagnato.
Il nostro più grande problema a livello esoterico è che dimentichiamo. Diciamo di essere delle macchine, dimentichiamo noi stessi, di essere addormentati, ipnotizzati ma giriamo l’occhio dall’altra parte e tergiversiamo quando sarebbe invece il momento di agire.
Per tutti questi motivi cerco di essere costantemente collegato ai membri della Koinè: usiamo un gruppo di WhatsApp, conversazioni private dal vivo o in videoconferenza, il telefono, incontri di gruppo online in videoconferenza tutti i lunedì, cene esoteriche, il sogno. Questo collegamento è ovviamente possibile solo con coloro che lo vogliono/sentono/desiderano e non è certo una imposizione.

Punto tre.
Nel mondo ci sono molte persone che cercano una guida e su questa spesso ‘proiettano’ le proprie fantasie. Un maestro non è un padre, né una madre, né un essere assolutamente oggettivo senza difetti ed esente da meccanicità. Un maestro è una persona che ha raggiunto un livello di consapevolezza straordinario cioè, non è più ancorato/perso al livello della vita ordinaria. Esistono diversi tipi di maestri con diversi livelli d’Essere, ma questo non toglie che ognuno di loro presenterà delle peculiarità e tendenze meccaniche, nel bene e nel male.

Saper trascendere la propria meccanicità e avere la possibilità di sperimentare stati di consapevolezza straordinari è una cosa, insegnare come raggiungere questi stati di consapevolezza è un altro. Non sempre quindi i maestri sono anche insegnanti o non sempre un grande maestro è anche un grande insegnante.
Personalmente credo che un vero maestro non dovrebbe essere alla ricerca di nuovi adepti/seguaci/allievi da forgiare a propria immagine e somiglianza, ma persone sincere da informare e formare e che saranno – un giorno – a loro volta maestri.
Un maestro inoltre, non può avere maestria in tutto. Ognuno tenderà a specializzarsi in alcune aree e aspetti della vita esoterica e inevitabilmente dovrà tralasciare altre aree. Un maestro assolutamente completo è una profonda rarità.

Quello che io posso insegnare/trasmettere – che è parte della mia maestria – è la capacità di entrare sempre più in profondità nelle idee, fino e renderle vive, collegando i concetti del Sistema con le esigenze e le esperienze dei singoli membri/allievi. Attraverso la conoscenza è possibile raggiungere e conoscere le aree più intime del proprio essere; questa conoscenza non è o dovrebbe essere fine a se stessa, ma un trampolino verso il Sé, verso lo spirito.

In me c’è anche un sognatore che sta raffinando la tecnica magica della ricapitolazione. C’è una grande differenza tra ricordare, rammentare e rimembrare. Il primo è collegato alla memoria del cuore, il secondo alla memoria della mente e il terzo è collegato alla memoria del corpo. La ricapitolazione ha a che fare con questi tre aspetti del Lavoro.

C’è ancora molto da imparare ed esplorare e nulla è definitivo. Sento profondamente dentro di me, che è anche per mezzo dell’insegnare che si può proseguire lungo la Via e oltrepassare le barriere e gli ostacoli naturali che la vita esoterica pone lungo il cammino.

Fabrizio Agozzino

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Immagine: Gerome, Jean Lecomte du Nouy. The dream of Khosru
(1874, Cleveland Museum of Art)

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