Biografia di G.I. Gurdjieff
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Biografia di G.I. Gurdjieff

Giu 02, 2018 No Comment

Georges Ivanovitch Gurdjieff
Biografia

Premessa

Alle scuole elementari conobbi F. e diventammo immediatamente amici. Facemmo insieme sia le elementari che parte delle medie. Una cosa che ricordo molto bene della sua famiglia era il nonno. Tutti ne avevano paura, ma nessuno lo affrontava apertamente. Sia la mamma del mio amico che sua cugina, che aveva la mia età, erano bellissime e stare a casa loro per me era una delizia. Ero più interessato a guardarle senza parlare, o giocare al Subbuteo, che ai vari discorsi che si facevano in casa. Non era passato inosservato, tuttavia, che quando il nonno non era nei paraggi, non solo tutti agivano differentemente, ma spesso ne parlavano male alle spalle e lo descrivevano come un vecchio ed inutile istrionico. Questo nonno era una figura che incuteva timore e rispetto reverenziale senza che apparentemente facesse nulla per meritarlo. Mi piaceva anche lui, ma molto meno della cugina del mio amico. Prima che perdessi di vista per sempre F., il nonno all’improvviso morì. Il giorno del funerale andai brevemente a trovare il mio amico a casa dei suoi. Parlavano in modo solenne del vecchio. Pensavo che fosse una sorta di ‘follia’ temporanea che si sarebbe risolta con il tempo, superato lo shock. In realtà nei mesi che seguirono la cosa non mutò, anzi. Spesso quando li andavo a trovare parlavano delle avventure che il nonno aveva vissuto in gioventù e di tutte le incredibili vicissitudini che aveva superato durante la seconda guerra mondiale. Superarono il culmine quando un giorno la mamma del mio amico disse che il nonno era stato certamente una persona gentile e degna di profondo rispetto. Quel giorno la mamma del mio amico si trasformò, ai miei occhi, da principessa in ranocchia.

Credevo sinceramente di aver assistito ad un fenomeno più unico che raro, mi sbagliavo. Storie simili a quella del nonno del mio amico ne ho vissute tante altre. Il tema era sempre lo stesso: una persona più o meno normale, con alle spalle una vita più o meno normale con i suoi alti e bassi, si trasformava al momento della morte in ‘mito’. Nel tempo, il mito diventava leggenda.

Quando queste persone sono in vita, respingiamo il loro ‘essere’ giudicandole atrocemente e cercando di affossarle direttamente o indirettamente, o al contrario, elevandole al massimo grado di ‘sante’ se la loro influenza è forte ed innegabile. Dietro il giudizio si cela l’ignoranza e dietro l’elevazione, l’impressionabilità. Tanto più le persone sono o sono state influenti e capaci, tanto più amaro è il giudizio o profonda la reverenza. Difficile rimanere oggettivi e pratici.

Georges Ivanovitch Gurdjieff

Georges Ivanovitch Gurdjieff, a mio modesto parere, rientra perfettamente in questa categoria: il diavolo santo.

Non ci sono dubbi che egli fosse un essere eccezionale e che la sua influenza e metodi di insegnamento abbiano plasmato l’esoterismo del XX e XXI secolo. Certamente Gurdjieff non era un santo, né un diavolo. Dietro l’idea di maestro ‘perfetto’ si nasconde molta ignoranza e una visone piuttosto romantica dell’esoterismo. Questo non vuol dire che non esistano maestri ‘perfetti’ ma essi sono perfetti non nel senso comune della parola. Poiché ormai Gurdjieff è nella leggenda, ciò che veramente ci rimane di lui, sono i suoi scritti.

La sua influenza, anche se non sempre diretta, è enorme. Basta entrare in una libreria esoterica e menzionare il suo nome per essere sommersi di libri suoi, che parlano di lui o che sono stati in qualche modo ispirati dal suo lavoro. Gurdjieff era una persona magnetica che non passava inosservata e sapeva esattamente come tenere decine e decine di persone in silenzio ad ascoltare una storia intrigante o una barzelletta irriverente. Ogni persona davvero evoluta contiene in se stessa tutto ciò che un uomo può contenere. Come potrebbe altrimenti comprendere realmente la natura dei propri simili ed eventualmente guidarli fuori dal labirinto? Inevitabilmente, tanto più una persona è avanti nel Lavoro, tanto più potrà produrre disaccordo tra coloro che osservano il suo operato dall’esterno senza una comprensione profonda delle ‘terze forze’ che lo spingono ad agire. Normalmente, ciò che è in basso non vede e non comprende ciò che è in alto. Questa semplice ‘legge esoterica’ spiega del perché, molto spesso, dietro eminenti guide spirituali si celino tante storie contraddittorie che possono confondere coloro che cercano sinceramente di comprendere. Inoltre, tanto più un maestro viene elevato dai suoi discepoli e idealizzato, tanto più il suo ruolo ed insegnamento diviene inutilizzabile praticamente.

Vita di G.I. Gurdjieff

Gurdjieff nacque ad Alexandropol, in Russia nel 1877 e morì il 29 ottobre 1949 all’ospedale americano di Neuilly. La sua famiglia era di origine greca. Suo padre, allevatore di grandi mandrie, aveva ereditato la tradizione orale di un’antichissima cultura, e grazie a lui l’infanzia di Gurdjieff fu tutta impregnata di racconti e poemi di un lontano passato. Gurdjieff parla con grande rispetto e ammirazione di suo padre nel primo capitolo del suo libro ‘Incontri con uomini straordinari’. Il suo primo ‘maestro’ fu un certo padre Bors. E’ grazie all’influenza congiunta del padre e del suo primo maestro che egli acquisisce una capacità unica di saper fronteggiare qualsiasi sfida. G. ricevette insieme una formazione scientifica moderna e una profonda educazione religiosa. Il tipo di educazione che ricette fin da piccolo lo spinsero ad essere curioso e molto pratico. L’incontro fin da giovane con persone dalla chiara propensione spirituale lo misero in diretto contatto con il ‘mistero’. Tra il 1887 e il 1907 forma un gruppo chiamato “Cercatori della verità” e compie numerosi viaggi in Medio Oriente, in India, Asia Centrale fino al Tibet. Con i sui viaggi e grazie ai “Cercatori di Verità”, G. I. Gurdjieff, superando inaudite difficoltà, riesce a raccogliere e sintetizzare frammenti sparsi di un insegnamento tradizionale. Gurdjieff racconta questo periodo della sua vita nel romanzo autobiografico ‘Incontri con uomini straordinari’ da cui, nel 1978, il regista Peter Brook ricaverà l’omonimo film. J.G. Bennet, fidato allievo di Gurdjieff afferma che le storie raccontate in ‘Incontri con uomini straordinari’ non devono essere prese in modo del tutto letterale. Egli suggerisce che le varie figure in esso contenute, siano simboliche. Allo stesso tempo, che Gurdjieff abbia trascorso i suoi primi anni in una ricerca metodica del ‘miracoloso’ e che abbia avuto accesso a luoghi segreti, è innegabile. Questo è un passaggio estrapolato dal suo libro di J.G. Bennet intitolato ‘Gurdjieff: Making a New World’:

“La data di nascita di Gurdjieff riportata sul suo passaporto era il 28 dicembre 1877. Mi ha detto lui stesso che in realtà era molto più vecchio. In effetti, trovavo impossibile riconciliare la cronologia della sua vita considerando la data 1877, anche se la sua famiglia afferma che quella data è corretta. Se così fosse, Gurdjieff avrebbe iniziato la sua Ricerca all’età di undici anni…”

A Tashkent nel 1907 Gurdjieff inizia a insegnare “Scienze Soprannaturali”. Nel 1912 forma un primo gruppo di Lavoro a Mosca, e nel 1913 un altro a San Pietroburgo. E’ qui che incontra P.D. Ouspensky. La guerra prima, la rivoluzione poi, lo spinsero a spostare la sua residenza diverse volte, perdendo ogni volta tutto il materiale necessario accumulato per portare avanti la sua Opera. Si stabilisce in Francia nel 1922, dopo un breve passaggio a Dresda, al Prieuré di Avon vicino a Fontainebleau, dove raccoglie numerosi allievi, specialmente inglesi e americani. Al Prieuré vissero e lavorarono accanto a lui artisti, scrittori, pittori, matematici, filosofi, architetti, musicisti, e ogni genere di individui, impegnati in una seria e profonda ricerca interiore. Qui organizza una vera e propria comunità indipendente con pascoli, coltivazioni, diverse attività lavorative orientate ad un intenso lavoro su di sé. I ‘movimenti’ o ‘danze sacre’ sono il coronamento del suo insegnamento. Le serate di musica e danze sacre organizzate da Gurdjieff riscuotono interesse tra numerosi intellettuali anche oltre i confini europei, tanto da organizzare nel1924, e negli anni successivi, diverse tournée negli Stati Uniti. Nel 1924 è vittima di un gravissimo incidente automobilistico che quasi lo uccide, e al quale fa seguito una lunga e dolorosa convalescenza, assistito dalla moglie e dalla madre (che muore di cancro nel 1926). Questo incidente cambia l’orientamento del suo lavoro. Gurdjieff deve lasciare il Prieuré e lo perde definitivamente a causa di difficoltà economiche nel1933. Continua tuttavia a insegnare le sue idee e le sue tecniche nella Parigi occupata e nei frequenti viaggi negli Stati Uniti. Nel 1924 aveva fondato dei gruppi di Lavoro negli Stati Uniti diretti da Alfred Richard Orage, suo fidato allievo. Inizia a scrivere una serie di opere con lo scopo di trasmettere i fondamenti del suo insegnamento per le generazioni a venire. Negli anni 1936-1937 anima il gruppo “La Corda”, costituito da scrittrici americane. Di un certo interesse il libro “Gurdjieff e le donne del gruppo della Cordata” di William P. Patterson. Dopo la fine della Guerra, dal 1945 in poi l’opera di Gurdjieff è volta a riunire tutti i propri allievi sparsi per il mondo dando vita a un intenso periodo di lavoro nell’appartamento parigino di Rue des Colonels-Renard. Nel 1948 le sue condizioni di salute si aggravano. Muore il 29 ottobre 1949 all’Ospedale Americano di Neuilly, dopo avere trasmesso le sue ultime istruzioni a Jeanne de Salzmann. È lei, a partire dal 1950, seguendo le istruzioni del Maestro, a organizzare i tanti gruppi di allievi nella Scuola nota ancora oggi sotto il nome ‘Gurdjieff Foundation’.

Il pensiero di G.I. Gurdjieff

Gurdjieff parlava del suo insegnamento come “la Via dell’uomo astuto”, o usava concetti come “il buon padre di famiglia” o “il lavoro su di sé” per definirlo. E’ P.D. Ouspensky che, partendo dai concetti del maestro armeno, ‘battezza’ l’insegnamento con il nome ‘Quarta Via’.

Estratto da ‘Frammenti di un insegnamento sconosciuto’ di P.D. Ouspensky:

“G. Parlava raramente, e sempre in maniera evasiva, delle scuole e dei luoghi dove aveva trovato la conoscenza che indubbiamente possedeva. Citava i monasteri tibetani, il Chitral, il Monte Athos, le scuole Sufi in Persia, a Bukhara e nel Turkestan orientale; citava ancora i dervisci di diversi ordini che aveva conosciuto, ma senza mai precisare molto”.

Gurdjieff affermò che l’uomo non nasce con un’anima, ma che la deve creare durante l’arco della sua vita. Lo strumento dell’attenzione, congiunto al ricordo di sé, viene utilizzato come mezzo per accedere a nuove percezioni e a due centri ‘speciali’, che normalmente rimangono inutilizzati, chiamati ‘centro emozionale’ ed ‘intellettuale superiore’. E’ attraverso questi sforzi, uniti alla trasformazione della sofferenza e alla non-identificazione, che l’uomo può giungere a ‘creare’ un’anima a sfuggire la morte del corpo fisico. Insegnò attraverso lo strumento delle ‘danze sacre’ o ‘movimenti’ di gruppo, accompagnati da musiche composte in collaborazione con il musicista Thomas de Hartmann, musiche che Gurdjieff compose ispirandosi a ciò che aveva sentito e assimilato durante i suoi viaggi.

Quando costretto dai suoi allievi a fornire dettagli dell’origine da cui traeva ispirazione il suo insegnamento, Gurdjieff affermava con riluttanza che si poteva considerare ‘Cristianesimo Esoterico’. Tuttavia, diverse idee sono chiaramente influenzate da altre fonti antiche come il Sufismo, l’Induismo e il Buddismo. J.G. Bennett sostiene che il personaggio principale nei ‘Racconti di Belzebù a suo nipote’ incarni Zoroastro, fondatore dello Zoroastrianesimo. Lo sforzo iniziale di Gurdjieff fu quello di sintetizzare l’insegnamento ed esporlo in una forma moderna e comprensibile all’uomo contemporaneo. Non a caso, in armonia con i suoi tempi, prese a prestito termini ‘industriali’ come macchine, forze, influenze, idrogeni, respingenti, rulli, etc.

Gurdjieff scrisse cinque libri. Una trilogia chiamata inizialmente ‘Di tutto e del tutto’ contenente ‘I racconti di Belzebù a suo nipote’ (Neri Pozza), ‘Incontri con uomini straordinari’ (Adelphi), ‘La vita è reale solo quando io sono’ (Neri Pozza). Nella prefazione a ‘Belzebù’ Gurdjieff definisce così lo scopo dei tre libri. Lo scopo di ‘Belzebù’ è quello di “estirpare dal pensiero e dal sentimento del lettore, spietatamente e senza il minimo compromesso, le credenze e le opinioni, radicate da secoli nello psichismo degli uomini, riguardanti tutto ciò che esiste al mondo”. Lo scopo di ‘Incontri con uomini straordinari’ è di “far conoscere il materiale necessario a una riedificazione, e provarne la quantità e la qualità”. Di particolare rilievo per comprendere la grande Opera di Gurdjieff, è l’ultimo capitolo intitolato ‘Il problema economico’. Lo scopo della ‘Vita Reale’ è “favorire lo schiudersi, nel pensiero e nel sentimento del lettore, di una rappresentazione giusta, non fantasiosa, del mondo reale, al posto del mondo illusorio che egli percepisce”. ‘Vedute sul mondo reale’ (edito da Neri Pozza) è una raccolta di incontri tenuti da Gurdjieff tra il 1917 e il 1931. Il nunzio del bene venturo (Astrolabio) venne pubblicato nel 1933 e ritirato dalla circolazione dall’autore stesso un anno più tardi per ragioni non certe. Si può considerare il suo primo e unico tentativo di dare una vasta diffusione a mezzo stampa delle sue ricerche sulla natura umana e del suo progetto di insegnamento. Tuttavia, è solo grazie a due libri pubblicati postumi scritti dal matematico russo P.D. Ouspensky, ‘La Quarta Via’ e ‘Frammenti di un insegnamento sconosciuto’, che l’insegnamento di Gurdjieff acquisisce coerenza e forma. Negli scritti del matematico russo si perde la dimensione mistica orientale caratteristica di Gurdjieff e si guadagna quella lucidità e chiarezza tipica del mondo occidentale.

G.I. Gurdjieff e la Koinè

“Rimpiansi molto spesso di aver aspettato tanto a dare a quelle vecchie leggende l’importanza enorme che ora me ne rendo conto esse hanno veramente”, dice Gurdjieff nella prefazione di ‘Incontri con uomini straordinari’. Nella Be Period cerchiamo di rimediare a questo rimpianto. Se la realizzazione dell’importanza del significato delle leggende antiche arrivò troppo tardi per Gurdjieff, è fisiologico per noi, basandoci sui suoi sforzi, dare alle antiche leggende il giusto rilievo e la giusta importanza.

Influenza postuma di G.I. Gurdjieff

Sono numerosi gli allievi anziani di Gurdjieff ad aver continuato il proprio lavoro all’interno della Fondazione dopo la sua morte. Fra questi, si ricordano Olga Arkadievna de Hartmann, Henri Tracol, Henriette Lannes, William Segal, John Pentland, Michel De Salzmann, William Welch, Louise Welch e molti altri. In Italia, l’organizzazione è stata costituita a partire dai primi anni settanta da Henry Thomasson a cui dobbiamo la traduzione in italiano del libro ‘Frammenti di un insegnamento sconosciuto’. Le teorie di Gurdjieff furono trattate anche dal famoso mistico e guru indiano Osho Rajneesh. Fra i discepoli e ammiratori attuali più noti, vi sono il regista teatrale inglese Peter Brook il cui film ‘Incontri con uomini straordinari’ e la sua autobiografia ‘I fili del tempo’ riportano ampie testimonianze della sua vicinanza all’insegnamento di Gurdjieff. Il poli-strumentista e compositore britannico Robert Fripp (fondatore dei King Crimson), il cantautore e regista Franco Battiato, la cantante Alice, il pianista e compositore Roberto Cacciapaglia, il politico e imprenditore Gianroberto Casaleggio, il cantante e compositore inglese David Sylvian. Nel 2017 il duo futurista di musica elettronica Die Zwei inserisce un omaggio nel loro album “Eins” con la traccia omonima “Gurdjieff”.

Scritti di Gurdjeff e libri connessi alla sua Opera

I racconti di Belzebù a suo nipote (Neri Pozza)
Incontri con uomini straordinari (Adelphi)
La vita è reale solo quando io sono (Neri Pozza)
Vedute sul mondo reale (Neri Pozza)
Il nunzio del bene venturo (Astrolabio)
Incontri con il maestro 1941-1943 (Tion)
La Quarta Via di P.D. Ouspensky (Astrolabio) 
Frammenti di un insegnamento sconosciuto di P.D. Ouspensky (Astrolabio) 
La realtà dell’essere di Jeanne de Salzmann (Astrolabio) 
George Ivanovitch Gurdjieff. Anatomia di un mito di James Moore (Il punto d’incontro) 
L’enigma Gurdjieff di J.G. Bennet (Ubaldini) 
I miei anni con Gurdjieff di Fritz Peters (Adea) 
La comprensione dell’essere. Dagli insegnamenti di G. I. Gurdjieff di A.R. Orage (Aldea) 
L’insegnamento di Gurdjieff di Kenneth Walker (Astrolabio) 

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